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Ho passato la domenica pomeriggio seduta in teatro con i bambini ad assistere al meraviglioso spettacolo diย Matteo Curatellaย proposto daย Accademia dei Poeti Erranti ETS. Ero ancora stanca dal Carnevale, ma ci ha raccontato una storia che mi ha fatto pensare.

Una volta un vagabondo arrivรฒ in un villaggio dove nessuno condivideva nulla. Gli abitanti erano sospettosi, chiusi nelle proprie case, convinti di non avere niente da dare. Bussรฒ porta dopo porta e ricevette solo rifiuti.

Allora chiese a un uomo soltanto un poโ€™ dโ€™acqua per preparare una โ€œzuppa di pietraโ€. Mise una grossa pietra in una pentola in mezzo alla piazza e iniziรฒ a farla bollire. La curiositร  attirรฒ gli abitanti.

โ€œCon una cipolla sarebbe miglioreโ€ฆโ€ disse. Qualcuno la portรฒ. Poi arrivarono fagioli, patate, funghi, carne. Ognuno aggiunse qualcosa che fino a poco prima diceva di non avere.

Alla fine mangiarono tutti insieme una zuppa abbondante. Il vagabondo riprese il cammino lasciando la pietra. Quella pietra aveva acceso qualcosa che nel villaggio non cโ€™era mai stato.

Il nostro lavoro di istituzioni a Buccinasco deve essere proprio questo: mettere una pietra in una pentola e accendere il fuoco. Creare le condizioni perchรฉ il territorio si senta chiamato in causa e trovi lo spazio per contribuire. Le istituzioni hanno il compito di generare fiducia, di costruire occasioni, di tenere insieme energie che da sole resterebbero chiuse dietro una porta.

Significa permettere a ciascuno di aggiungere quello che puรฒ dare: competenze, tempo, idee, responsabilitร . Senza preclusioni, senza steccati ideologici, con la consapevolezza che una comunitร  cresce quando smette di sospettare e inizia a partecipare.

La pentola si riempie un gesto alla volta. E quando tutti si siedono alla stessa tavola, quello che sembrava poco diventa abbondanza. รˆ lรฌ che nasce una comunitร . รˆ lรฌ che nasce Buccinasco.

Grazie, caro Matteo per aver preparato la zuppa di pietra. Queste sono le mie cipolleย ๐Ÿ™‚
Martina Villa

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