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Da quando il nostro Comune si รจ gemellato con la cittร  ucraina di Zlatopil, mi capita spesso di pensare alla guerra. O meglio: in realtร , coi tempi che corrono, credo che ognuno di noi si scopra spesso a pensarci. A me succede di pensare alla mia gente, alla mia cittร , se cambiasse tutto.
Il Sindaco di Zlatopil ci ha raccontato di bambini che vanno a scuola, di strategie per continuare a vivere anche quando la morte sembra cosรฌ vicina. Poco fa guardavo un reportage, dove cโ€™era un gruppo di persone che ballavano a Kharkiv, una specie di centro anziani, e somigliava cosรฌ tanto a una delle mille serate passate a ballare la mazurca insieme ai nostri anziani nel nostro centro civico. E in quelle signore riconoscevo le mie, di signore, che mi riempiono di dolci e mi sgridano perchรฉ, dopo tanti anni, ancora mi rifiuto di ballarla. Solo che fuori da lรฌ non cโ€™รจ la nostra cancellata arcobaleno tanto discussa, il parco pieno di bambini che giocano. Ci sono palazzi pericolanti, uomini al fronte e distese di mine nei boschi.
E in una giornata come oggi, tirati per le maniche e indecisi se gioire per la morte di un male o avere paura che ne arrivi uno piรน grande, in mezzo a fiumi di parole e immagini sullโ€™aereo che ha preso Crosetto, a me questa sera viene solo da fare un elenco: lโ€™elenco delle persone che, se in questo mondo pazzo un giorno cambiasse tutto, riusciranno a far ballare la mazurca tra gli scheletri dei palazzi.
Ecco perchรฉ รจ importante, mi sono detta, costruire una comunitร .
Perchรฉ Bertolt Brecht diceva: โ€œLa guerra che verrร  non รจ la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dellโ€™ultima cโ€™erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente.โ€

E allora, mentre i potenti giocano a distruggere i popoli e noi li rincorriamo con i nostri fiumi di opinioni, io penso che qualcuno dovrร  pur restare, a far resistere la vita anche quando la morte sembra vicina.

Martina Villa

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