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La storia di questo libro, o meglio, di come Γ¨ arrivato a me, Γ¨ una storia di affinitΓ  elettive.

Ho conosciuto Il palazzo primitivo di Alessandro Centolanza grazie a Carlo Compare, mentre lavoravamo a un progetto artistico che raccoglieva storie intime e personali della nostra Buccinasco. Avevo scelto di non leggere subito il libro, per non condizionare l’esperienza che stavamo costruendo.

Poi, il giorno dell’inaugurazione, mi sono ritrovata davanti al palazzo protagonista del racconto, con le cuffie nelle orecchie, ad ascoltarne un brano. Mi sono commossa. Quelle parole mi risuonavano dentro, come Martina e come amministratrice, richiamando tante delle storie che ho incontrato in questi anni, tra cui, anche la mia. Nostalgia del racconto di una Buccinasco che non esiste piΓΉ, che si Γ¨ vestita a festa, ma che a volte dimentica la sua parte piΓΉ vera.

È stato un innamoramento istantaneo. Ho capito che Buccinasco doveva conoscere questo libro, che racconta una cittΓ  popolare e comunitaria, una generazione di cui si parla troppo poco, l’infanzia e l’adolescenza, e che ci permette di riflettere sul nostro passato ma anche sul nostro futuro.

Da lì sono nati nuovi progetti, tra cui lo spettacolo teatrale di Favola Folle , e si è costruita una bellissima affinità elettiva tra me, Alessandro e Carlo, fatta di sensibilità comuni e di un profondo legame con questa città.

L’incontro di questo pomeriggio, che ho voluto condurre personalmente e spero di esserne stata all’altezza, Γ¨ stato un altro pezzo di questa storia.

Grazie ad Alessandro Centolanza, a Carlo Compare e a tutte le persone che hanno partecipato, in particolare ad alcuni residenti del palazzo che hanno condiviso con noi ricordi e testimonianze. È stato un pomeriggio popolare, intelligente e rigenerante.

Grazie alla nostra Biblioteca, sempre piena di anima e di gioia ❀️

Martina Villa

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