Ottant’anni fa le donne italiane entravano nelle urne per la prima volta e contribuivano a scegliere la Repubblica.
Quel voto ha reso la nostra democrazia piรน forte, piรน completa e piรน giusta. Ha portato nella vita pubblica milioni di persone che fino a quel momento erano state escluse dalle decisioni sul futuro del Paese.
Una giovane elettrice di 24 anni ricordรฒ quel giorno con queste parole: “Ero curiosa e contenta. Ero abbastanza emozionata, tutte lo eravamo. Mi tremavano anche le gambe. Con il voto ho potuto dire, finalmente, di essere una donna.”
Sono parole che aiutano a capire cosa abbia significato quel giorno per milioni di donne italiane.
Da allora molto รจ cambiato. Le donne siedono nelle istituzioni, amministrano cittร , guidano enti pubblici e ricoprono incarichi che per generazioni sono stati riservati agli uomini. Eppure la piena rappresentanza resta una sfida aperta: oggi le sindache sono poco piรน del 15% del totale dei sindaci italiani.
La Repubblica nasce da una scelta affidata ai cittadini. Nasce dalla partecipazione. Nasce dalla convinzione che le persone debbano poter contribuire alle decisioni che riguardano il loro futuro.
Ottant’anni fa milioni di donne hanno contribuito a fondare la Repubblica esercitando per la prima volta il diritto di voto. Quel diritto fu una conquista e ci lascia ancora oggi una lezione preziosa: la qualitร della democrazia dipende da quante persone possono partecipare alle scelte collettive.
La partecipazione richiede tempo, confronto e talvolta anche conflitto. Richiede la disponibilitร ad ascoltare idee diverse dalle proprie e il coraggio di condividere le decisioni. Ma resta il modo migliore che conosciamo per costruire scelte piรน forti, istituzioni piรน vicine alle persone e comunitร piรน consapevoli.
Quando esiste la possibilitร di coinvolgere la cittadinanza nelle scelte che riguardano il futuro della propria comunitร , la risposta dovrebbe essere sempre sรฌ.
Buona Festa della Repubblica
Martina Villa

