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Ripubblichiamo il discorso della nostra Assessora Martina Villa agli Stati Generali di Progetto Civico Italia πŸ‘‡

“Pochi giorni fa, a Buccinasco, ho incontrato tre ragazzi ventenni che vogliono fondare una startup. Hanno sviluppato un software basato sull’intelligenza artificiale che protegge gli adolescenti dai rischi di internet, a partire dall’adescamento di minore. La loro idea verrΓ  premiata a dicembre, qui a Roma.

Vi racconto questa storia per un motivo preciso.

Non hanno sviluppato la loro idea nelle loro camerette, nΓ© nelle aule universitarie. Lo hanno fatto β€” e ci tenevano molto a ribadirlo β€” nella biblioteca di Buccinasco, dove passano intere giornate e serate. Β«La amiamo perchΓ© Γ¨ aperta fino alle 22Β», mi hanno detto.

Quando ero studentessa universitaria, chiedevo all’amministrazione di estendere l’orario di apertura perchΓ© casa mia non era proprio, diciamo cosΓ¬, un luogo confortevole in cui studiare.

Per anni mi hanno risposto, indovinate: NON SI PUΓ’ FARE. Troppo costoso.

Non era vero, si poteva fare. Bastava guardare il bilancio di Buccinasco con attenzione e buon senso e considerare i giovani una prioritΓ . Che banalitΓ !

Un tavolo, tre sedie e la connessione internet sono bastati per suscitare in loro gratitudine e un fortissimo legame con la loro cittΓ .

Peccato che, quando metteranno il naso fuori dalla biblioteca, scopriranno che per il governo italiano questi giovani e tutti gli altri valgono appena il 2,5 per cento dei quasi duecento miliardi del PNRR. Dovranno fare i conti con una casa che non possono permettersi, con un lavoro che troppo spesso significa precarietΓ  e stage non retribuiti, con la burocrazia che mette ostacoli al loro progetto.

E sapete che cosa rischiamo? Che prendano la loro splendida idea e se ne vadano all’estero.

Sono partita dalla mia cittΓ  perchΓ© questo Γ¨ il vero punto: il metodo che applichiamo ogni giorno nelle nostre cittΓ , fatto di buon senso e del coraggio di stabilire delle prioritΓ , dobbiamo portarlo al governo del Paese.

Dobbiamo accompagnare i giovani verso l’autonomia, con l’azzeramento progressivo dell’IRPEF per gli under 35, lasciando loro piΓΉ risorse quando cominciano a costruirsi una vita.

E dobbiamo dare loro spazi. Scuole aperte undici mesi l’anno, punti di riferimento anche dopo le lezioni, con sostegno nello studio e laboratori. Sport gratuito fino ai sedici anni, perchΓ© le possibilitΓ  di una famiglia non decidano chi puΓ² praticarlo. Luoghi di cultura e di socialitΓ .

Come giΓ  facciamo nelle nostre cittΓ , dobbiamo stringere alleanze fra scuole, educatori, famiglie, parrocchie, terzo settore e pezzi di comunitΓ . E con i ragazzi stessi.

E a Buccinasco, quella che viene chiamata la Platì del Nord, sappiamo chi occupa gli spazi che lo Stato lascia vuoti. Sapete chi forma i giovani, se rinunciamo a farlo noi? Le mafie!

Io i miei ragazzi, alla criminalitΓ  e alla ’ndrangheta, non li voglio lasciare. Non di certo senza lottare e vendere cara la pelle.

Non c’è niente di ideologico in tutto questo. C’è il buon senso di scegliere le prioritΓ  e il coraggio di assumersene la responsabilitΓ . E c’è la voglia di farla finita con quel Β«non si puΓ² fareΒ».

Non solo si puΓ² fare: nelle nostre cittΓ  lo stiamo giΓ  facendo. Adesso vogliamo farlo al governo del Paese.

Chi non ci crede, ci lasci lavorare!”

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